Ultimamente mi sono reso conto di quanto risulti estraneo alla cultura musicale diffusa, il meccanismo dell’ improvvisazione.
Nei Conservatori Italiani si insegna Jazz da pochi anni (in tutta Europa il Jazz è pane quotidiano nelle scuole di musica dal dopoguerra) e comunque l’ improvvisazione è spesso avversata ovunque da tanti insegnanti di musica classica, come fosse un peccato mortale.
Allo stesso tempo, ricordando gli anni passati in Conservatorio Continua a leggere…
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Prendi una piccola cellula musicale che, senza esitazione, sei in grado di eseguire, in qualsiasi momento, con la massima facilità e rilassatezza.
Può anche essere una piccola cosa: do,re,mi,fa,sol.
Devi essere assolutamente sicuro, non ti deve creare alcun problema, deve essere una capacità acquisita, che puoi dare per scontata. Bene ! Ora ripetila per qualche volta e…. Continua a leggere…
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E’ questa la frase che usò Gregory Bateson (filosofo, antropologo, studioso di cibernetica) per ricordarci che quando operiamo in un qualsiasi campo, ci costruiamo inevitabilmente, dentro di noi (funzioniamo in questo modo), una mappa di ciò di cui ci stiamo occupando, che usiamo per orientarci.
Questa mappa è fatta delle Continua a leggere…
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Immaginiamo di essere bendati tenendo in mano, a mo’ di vassoio, una risma di 500 fogli di carta; silenziosamente qualcuno si avvicina e appoggia delicatamente sui “nostri” 500 fogli un altro foglio. Non ci accorgiamo di nulla.
Ora teniamo in mano, sempre bendati, un foglio di carta; se qualcuno Continua a leggere…
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Tanti anni fa, durante una jam session a casa di amici, qualcuno propose di suonare un blues. Il batterista (di cui non faccio il nome) replicò: “io il blues l’ ho già fatto” intendendo che per lui era scontato e quindi non l’ avrebbe suonato volentieri. Suonammo un altro brano.
Il problema fu che Continua a leggere…
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Una delle similitudini a cui trovo più utile riferirmi per imparare ed insegnare il linguaggio jazzistico è quella del linguaggio parlato.
Quando si vuole imparare una nuova lingua, compreso quella della musica jazz, si deve tener conto dell’ incredibile quantità di automatismi che devono essere introiettati prima di poter dire qualche parola, di prendere parte ad un discorso ecc.
Pensiamo ai bambini, impiegano dall’ uno ai due anni prima di poter Continua a leggere…
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Qual è il modo più proficuo per imparare ? Come far si che le ore che dedichiamo allo studio ci servano veramente per fare dei passi avanti ?
Nella mia esperienza ho capito che bisogna essere di un pragmatismo implacabile…. ma con amore, verso noi stessi e verso gli obbiettivi artistici o tecnici che ci siamo posti (ed è indispensabile averlo fatto ).
C’è come una specie di regola del sopraccitato pragmatismo: Continua a leggere…
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In un’ intervista Evgeny Kissin, uno dei più grandi pianisti classici contemporanei ha detto: “nel primo anno alla scuola di musica (6-7 anni) non riuscivo a studiare più di 20 minuti al giorno, il resto della giornata suonavo per puro piacere personale…”.
E’ interessante questa divisione netta che lui fa tra lo studio vero e proprio, immagino che intenda la pratica di qualche brano o aspetto della musica che non si padroneggia ancora ed il suonare per puro piacere di farlo.
Nella mia esperienza il suonare per soddisfazione personale è Continua a leggere…
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