Diminuire lo stimolo per aumentare la sensibilità
Immaginiamo di essere bendati tenendo in mano, a mo’ di vassoio, una risma di 500 fogli di carta; silenziosamente qualcuno si avvicina e appoggia delicatamente sui “nostri” 500 fogli un altro foglio. Non ci accorgiamo di nulla.
Ora teniamo in mano, sempre bendati, un foglio di carta; se qualcuno appoggerà un altro un altro foglio su quello, sicuramente ce ne accorgeremo.
Diminuendo lo stimolo, la nostra sensibilità è aumentata.
Quando, in macchina,percorriamo una strada sconosciuta, rallentando aumentiamo la “sensibilità” al nuovo percorso e otteniamo maggior sicurezza.
Questo principio è molto utile nello studio della musica in tutte le sue parti.
Rallentare è il modo per aumentare la sensibilità e l’ accuratezza dei movimenti, permettendoci di affrontare difficoltà tecniche.
Suonando sottovoce, aumentiamo la sensibilità armonica e melodica, ottimo per lo studio del linguaggio nell’ improvvisazione o per “aprire” l’ orecchio a nuove soluzioni armoniche.
Alleggerendo l’ accompagnamento, acquistiamo sensibilità verso il solista.
Le applicazioni di questo principio sono numerosissime, l’ esercizio che segue è una delle tante.
Esercizio:
provate a suonare sottovoce, su una griglia armonica qualsiasi, frasi o semplicemente serie di note fuori armonia ascoltando come, pur risultando dissonanti, suonano più accettabili a basso volume. Continuando per un po’ di tempo nell’ esercizio (giorni) si possono scoprire cose molto interessanti. Il nostro orecchio si abitua alle dissonanze e accetta soluzioni melodiche che prima avrebbe giudicato insopportabili o “sbagliate” .
Grazie Stefano per l’ apporto scientifico, era proprio quello che ci voleva ! E sono contento che i logaritmi sostengano la mia intuizione, se no mi sarebbe toccato diminuire lo stimolo per capire dove avevo sbagliato….!
In quanto alla melodia, antica o moderna che sia è sempre una delle nostre prede più ricercate!