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Diminuire lo stimolo per aumentare la sensibilità

Immaginiamo di essere bendati tenendo in mano, a mo’ di vassoio, una risma di 500 fogli di carta; silenziosamente qualcuno si avvicina e appoggia delicatamente sui “nostri” 500 fogli un altro foglio. Non ci accorgiamo di nulla.
Ora teniamo in mano, sempre bendati, un foglio di carta; se qualcuno appoggerà un altro un altro foglio su quello, sicuramente ce ne accorgeremo.
Diminuendo lo stimolo, la nostra sensibilità è aumentata.
Quando, in macchina,percorriamo una strada sconosciuta, rallentando aumentiamo la “sensibilità” al nuovo percorso e otteniamo maggior sicurezza.
Questo principio è molto utile nello studio della musica in tutte le sue parti.
Rallentare è il modo per aumentare la sensibilità e l’ accuratezza dei movimenti, permettendoci di affrontare difficoltà tecniche.
Suonando sottovoce, aumentiamo la sensibilità armonica e melodica, ottimo per lo studio del linguaggio nell’ improvvisazione o per “aprire” l’ orecchio a nuove soluzioni armoniche.
Alleggerendo l’ accompagnamento, acquistiamo sensibilità verso il solista.
Le applicazioni di questo principio sono numerosissime, l’ esercizio che segue è una delle tante.

Esercizio:

provate a suonare sottovoce, su una griglia armonica qualsiasi, frasi o semplicemente serie di note fuori armonia ascoltando come, pur risultando dissonanti, suonano più accettabili a basso volume. Continuando per un po’ di tempo nell’ esercizio (giorni) si possono scoprire cose molto interessanti. Il nostro orecchio si abitua alle dissonanze e accetta soluzioni melodiche che prima avrebbe giudicato insopportabili o “sbagliate” .

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  1. Stefano
    17 settembre 2010 alle 1:12 am | #1

    Chi di voi ha fatto il liceo sarà sicuramente stato tediato dai famigerati logaritmi. Per dare un pò di significato a quello che abbiamo studiato potrebbe essere interessante notare che i sensi umani hanno proprio un andamento logaritmico. Nella percezione degli stimoli esterni viene fatta una compressione della sensibilità all’aumentare dello stimolo, mentre viene fatta un espansione quando lo stimolo si diminuisce. Di solito le informazioni più interessanti sono proprio nei piccoli segnali.Per questa ragione possiamo cogliere la variazione di luminosità delle stelle nel cielo notturno e riusciamo a guardare, almeno indirettamente, la luce del sole. Un tempo per sopravvivere dovevamo cacciare, quindi era fondamentale poter distinguere e focalizzare l’attenzione su suoni debolissimi, come ad esempio il movimento di una foglia. Questo serviva per localizzare la preda. Ora una preda moderna potrebbe essere la melodia! Ciao! Stefano

    • 17 settembre 2010 alle 1:23 am | #2

      Grazie Stefano per l’ apporto scientifico, era proprio quello che ci voleva ! E sono contento che i logaritmi sostengano la mia intuizione, se no mi sarebbe toccato diminuire lo stimolo per capire dove avevo sbagliato….!
      In quanto alla melodia, antica o moderna che sia è sempre una delle nostre prede più ricercate!

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